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Un week end di ... Avventura!

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La Torre dei Ventimiglia di Gangi

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torre_gangiE' una grande costruzione a forma quadrata, a tre piani, sostenuta da quattro grossi pilastri, formanti un portico. Sul lato orientale è attaccata alla facciata di prospetto della chiesa Madre, della quale costituisce il principale ornamento. I due piani inferiori presentano artistiche finestre ogivali, ad esili bifore, oggi, in parte, deteriorate ed in parte restaurate. La torre è di stile gotico. Venne edificata a partire dal XIV secolo sulla base porticata preesistente che, probabilmente, funzionava da accesso alla città murata. In origina essa era isolata dalla chiesa ed aveva la funzione di torre civica, edificata con il permesso del Conte di Geraci e per questo detta "Torre dei Ventimiglia". La tradizione narra che durante la costruzione essa ebbe dei cedimenti; per cui i maestri, gente specializzata in detto genere di lavori,temendo per le ire del Conte, presero la fuga, lasciando l'opera incompleta, e si trasferirono a Nicosia, ove edificarono e portarono a compimento altra simile torre.

(da
www.comune.gangi.pa.it)

Manifestazione di protesta 11 dicembre

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Pubblichiamo su gentile richiesta dell'Associazione "Amici pro Piano Battaglia e Madonie", l'avviso seguente:

Cari amici consoci,

Per domenica 11/12, è richiesta una grande mobilitazione nostra per una manifestazione di protesta che vogliamo effettuare davanti i due rifugi "persi" nei meandri della burocrazia e delle beghe legali tra gestori e proprietari, mi riferisco al rifugio "Marini" di P. Battaglia e al rifugio "Orestano" di P. Zucchi. Vi chiediamo la massima collaborazione e partecipazione, ogni famiglia dovrà preparare un cartello di protesta, non offensivo, dove si chiederanno i motivi di tali abbandoni e le richieste di massima accelerazione per il ripristino delle attività alberghiere. La giornata sarà così articolata:
Ci si vede con le auto davanti casa di Pino Cascio, per quelli di P. Battaglia, alle 10,00 del mattino e si partirà per P. Zucchi, dove attueremo la nostra protesta "occupando" simbolicamente il rifugio Orestano, quelli di P. Zucchi si faranno trovare sul posto alle 10,30, ci tratterremo a manifestare, fino alle 11,15 per poi risalire verso P. Battaglia ed attuare la stessa protesta davanti al rifugio Marini, fino alle 12,30.
Pensiamo a coniare degli slogans per richiedere l'apertura dei rifugi. Attenzione convocheremo naturalmente i due sindaci interessati e alle altre istituzioni, Provincia in testa, e poi giornalisti di carta stampata e di televisioni locali e non, invito tutti coloro che saranno presenti a fare filmatini e foto da mandare poi in giro sui social network e sui giornali web, chiedo a tutti coloro che conoscono un giornalista, un editore, un cameraman, a comunicare questa notizia ed invitarli a partecipare.
Questa nostra iniziativa sarà comunicata, come da legge, alle stazioni dei carabinieri di Isnello e di Petralia Sottana essendo i due rifugi nei territori dei suddetti comuni.
Raccomando a tutti i soci ma specialmente e quelli di P. Zucchi la massima partecipazione possiamo portare amici e parenti, amanti della montagna e dell'ambiente, possiamo veicolare questa nostra iniziativa via web chiedendo ad altre associazioni, specialmente dei paesi limitrofi, di essere presenti con noi.

Lidia D'Angelo
Associazione "Amici pro Piano Battaglia e Madonie"

Il Castello di Geraci Siculo

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castello_geraciSopra una massiccia roccia basaltica, alle cui pendici ferve l’operosità degli abitanti di Geraci, si rinvengono le antiche e gloriose vestigia del “Maniero” di Geraci. La costruzione fu ritenuta la prima difesa occidentale della vasta Contea.
La località è privilegiata per la sua posizione topografica inaccessibile.
Dai lati Nord-Est e Sud il “maniero” era difeso dalla natura, e nei punti in cui la roccia presentava qualche debolezza strategica, si venne a rimediare con alcune opere murarie, al fine di rendere inespugnabile la “Rocca”.
Dal lato Ovest “il sentiero si apriva pel declive” fino a giungere “sulla spianata dinanzi al ponte levatoio” che una volta tirato lasciava aperto il baratro del fossato.
Dal punto di vista tecnico-militare la fortezza di Geraci si imponeva per la poderosa struttura e resistenza che la rendeva inattaccabile.
All’interno gli ambienti avevano una distribuzione ed una collocazione militaresca, priva di lusso. Ospitava molte guarnigioni ed era preparata a resistere a lunghi assalti. L’area a pianta irregolare seguiva le ineguaglianze della roccia. I servizi si disimpegnavano nel sottosuolo ove erano conservate le provviste alimentari, le cisterne di riserva dell’acqua e le prigioni.


Al pianterreno c’erano le scuderie, le cucine, le sale delle armi, i forni, i locali per i Vassalli e armigeri e le feritoie sui muri per i tiratori.
Il piano sovrastante era adibito a residenza della famiglia del Conte, sede dei servizi amministrativi, dei Consigli di coordinamento e dei piani logistici. La merlatura coronava l’edificio. L’unico punto vulnerabile era costituito dal lato del fossato.
Nella corte c’era una porticina dalla quale si giungeva per un corridoio segreto sul fossato, risalito il quale si arrivava sulla spianata del Castello; un altro sotterraneo conduceva alla Chiesa di S.Bartolomeo fuori le mura, seguendo i capricci della roccia. In fondo si trovava una cisterna d’acqua.
E’ molto probabile che sia stato costruito dai greco-bizantini, una finestra moresca testimonia il segno dell’Impero musulmano; vennero poi i Normanni che lo trasformarono ai bisogni della guerra. Con gli Aragonesi e i Ventimiglia divenne una vera e propria fortezza militare. E’ di quel periodo la chiusura del perimetro urbano con delle grandi porte nei punti: “Porticella Superiore, Porticella Mediana, Porticella Inferiore, Porta Baciamano, Porta Santa Maria”. Ancora oggi se ne possono intravedere i segni.
Nell’840 la Rocca di Geraci capitolò al feroce Emiro “Ibni Timna” il quale ampliò e modificò la fortezza.
Nel 1062 il Normanno Ruggero I espugnò la città di Geraci e la diede in vassallaggio al nipote “Serlone”.
Nel 1169 il Conte Ruggero da Creone, accrebbe i mezzi di difesa della Rocca.
Nel 1269 la “Rocca” di Geraci riappare negli annali bellici.
Ridottasi in frantumi la dinastia sveva, in seguito alle sconfitte subite da Manfredi sul Garigliano (1266) e da Corradino a Tagliacozzo (1268), i partigiani siciliani tentarono di ostacolare gli Angioini, ma non valse a nulla. Carlo d’Angiò preso il sopravvento spazzò via i partigiani e tra questi Arrigo Ventimiglia, il quale venne spodestato nel 1269, dopo un tenace assedio degli Angioini alla fortezza di Geraci.
Nel 1337, Francesco I Ventimiglia venne accusato di tradimento per essersi rifiutato di prendere parte ai Parlamenti indetti dal re. Questi aizzato dai Chiaramonte e dai Palizzi, acerrimi nemici dei Ventimiglia, assediò la “Rocca” di Geraci che capitolò, grazie ai Geracesi che non volendo partecipare alla battaglia, aprirono le porte della città alle truppe assedianti. ( la porta , da dove entrarono gli assedianti fu detta “Porta Baciamano”, proprio perchè i Geracesi si inginocchiarono davanti al re baciandogli la mano in segno di sottomissione). Il Conte cercando di mettersi in salvo perse la vita. L’episodio della morte non è molto chiaro. Alcuni dicono che si è gettato dalla rupe (oggi vicolo Mandolilla) con il cavallo bendato ; altri dicono che sia stato derubato e ucciso da due giovani ; altri ancora, e sembra più probabile, che durante l’assedio sia stato trovato ferito dal Conte Valguarnera e dato in mano ai soldati che fecero scempio del suo corpo. Era il 3 febbraio 1338. Il popolo ricordò la pagina dolorosa con i versi : “CASTEDDU DI JRAGI MALIDITTU - ROCCA VISTUTA DI SANGU E DI LUTTU.
Più tardi il grande Torquato Tasso riscatta il triste ricordo esaltando il Principe Giovanni III Ventimiglia, signore delle Madonie :


E dalle verdi falde al negro lembo
Del gran mare african l’imprese eccelse
Onde Hierace, e quella nobil terra
Meno apprezza i giganti al sasso avvinti,

Ma v’intagli Jerace i bianchi marmi
in cui le antiche imprese altri risguardi
Ma sol Giovanni io scelgo e solo ardisco
di farlo paragone al secol prisco.

Oggi sopravvivono i ruderi di una fortificazione le cui linee architettoniche sono difficili a stabilirsi.
Si notano gli angoli mozzati delle torri, gli squarci delle feritoie, la finestra moresca, gli archi pesanti dei passaggi sotterranei, entro le cisterne vuote o colme di detriti. Solo la chiesetta di S.Anna impera sulle rovine. In essa era conservato il simulacro di S.Anna (il teschio), successivamente trasferito a Castelbuono.
Il suo pendio che da sulla montagna è un fruscio di aghi di pino che rallegran il cuore di chi lo sguardo su di lui posa.

(testi e foto da www.comune.geracisiculo.pa.it)

Un week end di ... Avventura!

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tende_sospeseSolo in poche località in Italia è possibile trascorrere una vacanza dormendo sospesi tra gli alberi. In Sicilia si può ... sulle Madonie. All'interno del Parco Avventura, tra maestosi alberi, in un'area ricca di Biodiversità dove già il bosco accoglie svariate specie come l'Agrifoglio, vari tipi di Pini, il Castagno, il Pioppo e la Filicia Francisa, un tipo di felce che è anche un endemismo, dormire a sette metri d'altezza, ondeggiando tra le chiome si può ... e costa anche poco.

I cinque pacchetti, di uno o due pernotti, includono tante attività, sia in diurna che in notturna.

Inoltre alle tende sospese si accompagnano le tende a terra (in realtà sono sopra delle graziose terrazzine di legno), per chi vuole una vacanza emozionante ... ma non troppo!

I prezzi in tenda con un pernotto sono:
- Douglasia Odorosa in tenda sospesa € 60,00 a persona  - in tenda a terra € 50,00 a persona
- Agrifoglio in tenda sospesa € 75,00 a persona  - in tenda a terra € 65,00 a persona
- Abies Nebrodensis in tenda sospesa € 100,00 a persona - in tenda a terra € 80,00 a persona

I prezzi in tenda con due pernotti sono:
- Genista Cupanii in tenda sospesa € 105,00 a persona - in tenda a terra € 90,00 a persona
- Filicia Francisa in tenda sospesa € 125,00 a persona - in tenda a terra € 110,00 a persona

Per scoprire tutti i dettagli sui servizi inclusi nelle offerte, basta collegarsi alla pagina dei week end avventura.

Il Duomo di Cefalù

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duomo_cefaluIl Duomo di Cefalù, secondo la leggenda, sarebbe sorto in seguito al voto fatto al Santissimo Salvatore da Ruggero II, scampato ad una tempesta e approdato sulle spiagge della cittadina. La vera motivazione sembra piuttosto di natura politico-militare, dato il suo carattere di fortezza.
Le vicende costruttive furono complesse, con notevoli variazioni rispetto al progetto iniziale, e l’edificio non fu mai completato definitivamente. Un ambulacro ricavato nello spessore del muro e la medesima copertura, costituita da tre tetti, di epoca e tecnica costruttiva diversi, testimoniano dei cambiamenti intervenuti nel progetto.
L'edificazione ebbe inizio nel 1131 e furono realizzati i mosaici nell'abside e sistemati i sarcofagi porfiretici che Ruggero II aveva destinato alla sepoltura sua e della moglie.
Federico II trasferì a Palermo i due sarcofagi reali. Infine tra le due torri fu inserito un portico, opera di Ambrogio da Como.
La decorazione musiva, forse prevista per tutto l’interno, fu realizzata solamente nel presbiterio e ricopre attualmente l’abside e circa la metà delle pareti laterali.
I mosaici dell'abside centrale
Per la sua realizzazione, Ruggero II chiamò maestri bizantini, di Costantinopoli, che adattarono ad uno spazio architettonico per loro anomalo, di tradizione nordica, cicli decorativi di matrice orientale.
La figura dominante è quella del Cristo Pantocratore che, dall’alto dell’abside, benedice con la destra alzata mentre con la sinistra regge il Vangelo aperto sulle cui pagine si legge, in greco e latino: “Io sono la luce del mondo, chi segue me non vagherà nelle tenebre ma avrà la luce della vita” (Giovanni 8, 12).
Al centro, nel registro inferiore, è la Vergine orante elegantemente panneggiata e scortata dai quattro arcangeli.Nel secondo e terzo registro, ai lati del finestrone centrale, sono figure di apostoli ed evangelisti, distribuite secondo un preciso programma teologico. Nelle pareti laterali sono invece figure di profeti e santi. Nella decorazione della crociera sono raffigurati quattro cherubini e quattro serafini.
Sui due lati si contrappongono figure regali (parete destra, opposta al trono reale) e figure sacerdotali (parete sinistra, opposta al seggio episcopale. Tutte le figure sono accompagnate da scritte, in greco o in latino, che indicano il nome del personaggio.
La decorazione musiva fu realizzata entro il 1170, ma nella parte inferiore e sulla metà anteriore delle pareti del presbiterio venne completata nel Seicento, al di sopra di precedenti decorazioni pittoriche di cui restano scarse tracce.

(da www.it.wikipedia.org)

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"Alivi scacciati"

Ingredienti:
olive bianche
sale
aglio
origano
semi di finocchio
aceto

Preparazione:
Schiacciate le olive bianche e lasciatevi il nocciolo....

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